È una domanda che mi viene posta spesso.
A volte da persone che hanno ricevuto una diagnosi da poco. Altre volte da persone che convivono con HIV da anni, qualche volta anche da amici o conoscenti che non hanno alcun legame diretto con HIV ma sono semplicemente curiosi.
Le domande, in fondo, sono quasi sempre le stesse.
Perché non basta prendere i farmaci per qualche anno e poi smettere?
Se la carica virale diventa non rilevabile, significa che il virus è sparito?
Perché ogni tanto si sente parlare di una possibile cura e poi non se ne sa più nulla?
Le aziende farmaceutiche hanno davvero interesse a trovare una cura oppure preferiscono continuare a vendere farmaci per tutta la vita?
E, soprattutto: perché dopo oltre quarant’anni di ricerca non siamo ancora riusciti a liberarci definitivamente di HIV?
Sono domande legittime.
E per rispondere occorre partire da una constatazione apparentemente paradossale.
Negli ultimi vent’anni HIV è cambiato profondamente. Oggi una persona che assume regolarmente la terapia può avere una carica virale non rilevabile, non trasmettere il virus ai partner sessuali e aspettarsi una vita lunga grazi ai farmaci antiretrovirali che riescono a controllare HIV in modo estremamente efficace. Eppure, nonostante quarant’anni di ricerca e investimenti enormi, non siamo ancora riusciti a trovare una cura definitiva.
Perché?
Non perché manchino le risorse o l’interesse economico. Anzi. Una cura per HIV rappresenterebbe probabilmente uno dei più grandi successi scientifici del nostro tempo. Il problema è che HIV ha sviluppato strategie biologiche che gli permettono di nascondersi all’interno dell’organismo in modi che ancora oggi fatichiamo a contrastare.
Se esistesse una cura semplice ed efficace, ogni azienda farmaceutica farebbe a gara per essere la prima a commercializzarla. Il problema non è trovarla in un cassetto. Il problema è trovarla in laboratorio.
HIV continua a fare una cosa che pochi altri virus riescono a fare così bene: nascondersi.
È proprio questa capacità a rendere così difficile la ricerca di una cura.
Per capire perché, dobbiamo fare conoscenza con uno dei protagonisti più importanti della ricerca HIV contemporanea: il reservoir virale.
Ma prima di arrivarci occorre fare un passo indietro e capire una cosa fondamentale: HIV non scompare davvero dall’organismo, nemmeno quando la terapia funziona perfettamente.
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Nei prossimi articoli proveremo a esplorare alcuni dei principali filoni della ricerca verso una possibile cura dell’HIV: il reservoir virale, le interruzioni terapeutiche controllate (ATI), gli anticorpi neutralizzanti (bNAbs), le strategie “shock and kill” e le nuove forme di immunoterapia.
Non perché la cura sia dietro l’angolo, ma perché capire dove sta andando la ricerca significa capire meglio anche il presente dell’HIV.

